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31 July 2010 - 20:14


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 50° Anniversario » La nascita di Botrugno


Storia di un autonomia - La nascita del Comune di Botrugno

Botrugno chiese ripetutamente la separazione dal comune di Nociglia sin dall’epoca del decurionato (dal 1806 al 1861):

  • La prima richiesta del 1839 venne firmata da vari cittadini di Botrugno, dal parroco e dai decurioni ma cadde nel vuoto.
  • Nel 1857 venne respinta dal decurionato una seconda richiesta in quanto "la borgata di Botrugno mancava di autonomia economica ed aveva uno scarso numero di eleggibili" (cittadini aventi una certa rendita).
  • Anche con l’avvento dei Consigli Comunali (dal 1861) le cose non cambiarono portando alle dimissioni in blocco nel 1861 di tre consiglieri di Botrugno (Antonio Leo, Giovannantonio Scarpa ed Elia Vergari) ufficialmente per "motivi di salute" in realtà per contrasti con la gestione amministrativa accentratrice operata sin dai tempi del decurionato.
  • Ultimo tentativo nel 1898 in cui Botrugno fece richiesta per essere aggregata al comune di Sanarica, anche questa volta senza esito.

Dopo il periodo podestarile (dal 1926 al 1944) il 24 marzo 1946 si tennero le prime elezioni amministrative. Il 26 dicembre 1946 si insediò il nuovo consiglio comunale formato da 20 consiglieri: 8 per Nociglia, 7 per Botrugno e 5 per San Cassiano.

Con istanza del Febbraio 1947 firmata da n. 386 contribuenti della frazione di Botrugno sui 487 iscritti nel ruolo dei tributi locali per l’anno 1946, diretta al Ministero dell’Interno tramite la Prefettura di Lecce con nota del 25 marzo 1947 N. 6966/2/1, venne chiesta l’autonomia amministrativa della frazione di Botrugno dal comune di Nociglia.

Il 12 aprile 1947 venne convocato un appassionato Consiglio Comunale presso il palazzo municipale di Nociglia per il giorno 17 aprile 1947 alle ore 17 per discutere, tra gli altri, la "Separazione di Botrugno dal Comune di Nociglia".

La delibera n. 40 pubblicata il 24 aprile 1947 così recita:

"Il sindaco Michele Petracca apre la seduta e sono presenti Petracca Michele, Solazzo Luigi, Grasso Giuseppe , Abati Francesco, Cito Domenico, Stincone Giuseppe, Guglielmo Schiattino, Paiano Luigi, Stefanelli Oronzo, Ruggeri Antonio, Mariano Vincenzo, Guerra Salvatore, Vergari Luigi, Leuzzi Arturo, Greco Luigi. Sono assenti: Macculi Giovanni, Erriquez Giovanni, Zocchi Giuseppe, Macavero Vittorio, Strambaci Oronzo.
I consiglieri Ruggeri Antonio e Cito Domenico prima della votazione del punto posto all’ordine del giorno si sono allontanati dalla sala, in segno di protesta, perché esigono che per la discussione di tale delicato oggetto é bene che vi sia l’intervento della totalità dei consiglieri del comune affinché ciascuno assuma pienamente la sua parte di responsabilità.
Il consigliere dott. Abati Francesco, chiesta ed avuta la parola, fa presente quanto appresso: "Trattandosi di un argomento di vitale interesse del comune, poiché nella specie si verrebbe a frantumare l’unità del comune stesso e premesso che il numero di consiglieri presenti é in n° 13 chiede che l’argomento sia rimandato ad altra convocazione in modo da mettere in condizioni il resto dei consiglieri mancanti si pronunzi in merito".
Il consigliere Stefanelli geometra Oronzo, chiesta ed avuta la parola, fa presente quanto appresso: "Chiedo l’elezione della frazione di Botrugno a comune autonomo poiché siamo in numero legale e gli altri, consapevoli dell’importanza di cui all’ordine del giorno, se avessero avuto interesse sarebbero intervenuti". Propone che si passi senz’altro alla votazione mediante "alzata e seduta".
Il consigliere dott. Abati Francesco propone la votazione mediante "schedina segreta".
Il consigliere Stefanelli propone ancora che la votazione sia fatta per alzata e seduta, dato che la legge non prevede se in questo caso la votazione debba essere palese o segreta.
Il consigliere dott. Abati si oppone a tale proposta perché data l’importanza dell’oggetto é bene la votazione sia fatta segreta.
Il consigliere Grasso Giuseppe propone che sia per alzata e seduta, al che si associa il consigliere Leuzzi Arturo, il consigliere Mariano, il consigliere Guerra Salvatore, il consigliere Schiattino Guglielmo e Petracca Michele.
Il consigliere Paiano Luigi, propone che sia fatta a votazione segreta, così Stincone Giuseppe, Paiano Luigi, Solazzo Luigi, Greco Luigi. Il consigliere Stefanelli Oronzo propone ancora poiché non si tratta di questione di persone si faccia per alzata e seduta.
Il presidente visto che la maggioranza dei consiglieri presenti si é pronunziata per la votazione per alzata e seduta, invita il consiglio a passare alla votazione stessa.
A questo punto interviene il consigliere Erriquez Giovanni.
Si passa, quindi, alla votazione per la erezione della frazione di Botrugno a comune o meno, con premessa fatta dal presidente che coloro che approvano tale erezione a comune si alzino e coloro che non approvano rimangano seduti.
Si pronunziano in senso favorevole i consiglieri : GrassoStefanelli – Petracca – Solazzo – Guerra – Stincone – Paiano – SchiattinoMarianoLeuzzi e Erriquez;
in senso contrario : Abati – Vergari – Greco.

Il consiglio visto il risultato delle votazioni

Delibera

di esprimere parere favorevole per la chiesta erezione a comune autonomo di Botrugno, con voti favorevoli 11 su 14 presenti.

Il consigliere Vergari si oppone alla votazione stessa, perché prima di passare alla discussione e conseguente deliberazione del 2° oggetto riportato nell’ordine del giorno si sarebbe dovuto definire prima il primo oggetto riportato all’ordine del giorno stesso.
I consiglieri Abati, Vergari e Greco si allontanano dalla sala in segno di protesta.
I consiglieri Solazzo, Erriquez, Petracca, Leuzzi, Guerra, Mariano, Grasso, Stefanelli, Stincone, Paiano e Schiattino visto i risultati ottenuti e quanto é successo propongono che la discussione dei successivi oggetti venga rinviata alla prossima tornata del consigli."

a cura di FRANCESCO VERGARI



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